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09/04/2018

Intervista a NC - Nuova Comunicazione

Da NC - Nuova Comunicazione n. 70

a cura di Ilaria Myr

 

Il mondo della comunicazione sta vivendo da qualche anno a questa parte un radicale cambiamento, con la crescita dell’uso dei dati per lo sviluppo di soluzioni creative. E c’è che dice, a livello internazionale, che stiamo passando dallo storytelling al technology and data-driven marketing…. Concorda con questa posizione? Perché?

Non c’è dubbio che la diffusione delle nuove tecnologie stia condizionando, e condizionerà sempre di più, le attività di marketing e comunicazione: queste discipline si baseranno sulla nostra capacità di segmentare l’audience, testare il funzionamento dei messaggi e prevedere il comportamento di chi li riceve, dirigendo la nostra comunicazione verso i pubblici maggiormente disposti a farsi ingaggiare da essa.  In The Story Group – Nati per Raccontarti siamo anche convinti che la rivoluzione digitale sia soprattutto una rivoluzione umanistica, nella quella le persone sono tornate ad essere al centro della comunicazione.

Per questo il contenuto di qualità deve essere il centro di qualunque strategia aziendale sul digitale.

Con customer journey dagli innumerevoli touch point, on e offline, sono quindi fondamentali una solida content strategy e lo sviluppo di branded content capaci di ingaggiare il pubblico, distribuiti verso le crowd-culture di riferimento del brand con precisione e tempismo.

 

Quali sono a suo avviso le maggiori sfide della nuova comunicazione?

Come sappiamo, oggi ci si può rappresentare attraverso gli earned media, i paid media e – grazie alla disintermediazione digitale - gli owned media. La principale sfida, come diciamo da anni, è quindi che ogni company deve diventare una media company.

Per riuscire a valorizzare la propria presenza in ciascuna di queste dimensioni, aziende e brand dovranno darsi una veste editoriale, sviluppando strategie di contenuto da affiancare alla relazione con i media e alla pubblicità che siano basate su un mix di siti aziendali, content hub proprietari e distribuzione sui social media, sui motori di ricerca e su piattaforme. Queste piattaforme dovranno essere alimentate da un piano editoriale basato sullo specifico interesse dei target rilevato preferibilmente a partire dagli insights. E qui veniamo alla seconda sfida, che completa la risposta precedente: per ottenere il massimo dalla propria comunicazione sarà fondamentale essere in grado di leggere e interpretare i dati, e organizzarsi di conseguenza.

 

In questo quadro come si sta muovendo The Story Group? Come si è organizzata al suo interno per fare fronte a queste nuove sfide?

Avere idee forti e declinarle in piani editoriali e contenuti di qualità è il primo passo. Lo facciamo grazie a un team di giovani under 30 con sensibilità e schemi mentali contemporanei ‘a rete’, accompagnati da collaboratori senior con sensibilità al contenuto e al contesto grazie a esperienze apicali nei media economici e finanziari, in grandi aziende, in istituzioni e in agenzie.
Il secondo passo è orchestrare linguaggi e strategie non solo verbali e razionali, presidiati da Lifonti & Company, ma anche visivi ed emozionali come il design, la videostrategy e il branded content. Lifonti & Company può contare per questo su Cabiria BrandUniverse e Social Content Factory, le sue consociate in The Story Group – Nati per raccontarti: attraverso la collaborazione fra le tre anime del Gruppo, concentrate nella nostra sede di corso Italia a Milano, siamo in grado di curare progetti davvero integrati e sviluppati su tutti i touch point, siano essi fisici o digitali.
Il terzo step è distribuire questi contenuti nella maniera migliore. A seconda degli obiettivi e della situazione andiamo ad attivare le media relations, il sito aziendale, i content hub aziendali, la intranet, gli eventi, i social media, le relazioni con le istituzioni e gli investitori. Quando opportuno lavoriamo fianco a fianco con le agenzie media di fiducia del cliente, oppure distribuiamo direttamente sui social con campagne ads e di sponsorizzazione per le quali ci avvaliamo dei migliori professionisti, sempre aggiornati sugli algoritmi che sono in continua evoluzione.
 

Quali sono le nuove richieste dei clienti? Quali servizi e soluzioni offrite loro per soddisfare queste esigenze? In quali ambiti vi state muovendo?

Alcuni clienti sono pronti e dotati di piattaforme editoriali e chiedono quindi idee, storie e contenuti. Altri lo sono meno e chiedono solo distribuzione e management dei canali e delle interazioni ma senza un content hub o un sito adatto ad accogliere il traffico. Con questi ultimi bisogna un po’ insistere e portarli progressivamente a immaginare dei sistemi integrati. Lo stiamo facendo anche con servizi di consulenza.
Tutti però chiedono che le loro esigenze vengano comprese e tradotte nell’attività di comunicazione con spirito di servizio.
La nostra caratteristica di indipendenza dai grandi gruppi e dalle grandi agenzie di comunicazione e consulenza è la prima garanzia per i nostri clienti: saranno perseguiti esclusivamente i loro interessi, senza conflitti e opacità. Il tasso di rinnovo e la durata media dei nostri mandati, molto lunga e in alcuni casi anche decennale, sono la seconda garanzia. La qualità del servizio 24/7, la terza. La nostra infrastruttura tecnologica e gestionale, che ci permette di lavorare per grandi imprese globali così come per le più piccole start-up, la quarta.
 
Può raccontare un progetto esemplificativo da voi sviluppato?

Attualmente stiamo gestendo, per il secondo anno consecutivo, la strategia e la distribuzione dei contenuti per la campagna di recruiting e employer branding di Prysmian. Make It e Sell It, i due programmi 2018 del gruppo, sono finalizzati all’assunzione di 100 talenti tra ingegneri e venditori. E’ un buon esempio di attività di content marketing fatta di storie, video e visual su Linkedin, Facebook e Glassdoor concepita per raggiungere due principali Kpi: uno di comunicazione, l’aumento della brand awareness globale di un’azienda leader nel settore dei cavi per l’energia e le telecomunicazioni, e uno di HR, corrispondente alla raccolta di un elevato numero di candidature per ciascun programma, per permettere alle country interessate di selezionare i migliori profili con i quali accrescere il team.

 

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